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Hell’s Gate: se non c’eravamo noi…

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(gallery a fine pagina ;))

Proprio così: BLAZUSIAK Tadeusz, il campione Polacco definito da molti erede naturale di David Knight, ha vinto la famosa competizione Toscana ovviamente per merito suo (correre 12 ore su sentieri e mulattiere non è una cosa da tutti), ma anche un po’ per merito nostro.

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Vi racconto com’è andata:
pomeriggio, la vera gara per i piloti qualificati durante la sessione mattutina. Dopo un paio di passaggi decidiamo di andare a vedere la famosa mulattiera della “salamandra” come la chiamano lì. A detta di tutti un sentiero impossibile, difficilissimo anche per i più esperti con fondo misto terra-sassi e ripidissimo dove solitamente quasi tutti i piloti vengono aiutati con cinghie e corde dallo staff e dal pubblico per risalire questa parte del percorso.
Non conoscendo la zona chiediamo ad un endurista-spettatore come fare per raggiungere la famosa mulattiera; ci viene detto che seguendo il percorso di gara arriveremo a delle cascatelle e subito dopo alla meta predefinita, quindi ringraziamo e ci incamminiamo lungo il tracciato. Imbocchiamo un sentiero nel bosco, sentiero segnato dai molti passaggi dei concorrenti. Cavoli, si fa quasi fatica a camminare con gli scarponi su questo passaggio in ripida discesa in mezzo agli alberi. Continuiamo lungo il percorso, passiamo un torrentello che ha scavato una stretta valle. Ora il sentiero corre trasversalmente lungo il ripido pendio, ai lati solo fogliame e alberi, se si mette un piede in fallo si potrebbe scivolare per metri. In questa parte non ci sono nè commissari di percorso nè pubblico. Un sentiero isolato in mezzo al bosco. Se in quel punto un pilota sbaglia ed esce dal tracciato potrebbe essere per lui impossibile riuscire a tornare da solo sul percorso, il versante è troppo ripido da risalire a spinta con la moto e il fondo di terra e fogliame secco non è dei migliori in quanto a grip.

Ad un tratto sentiamo all’orizzonte il rombo di una moto in arrivo e Stefano, l’ultimo della nostra combriccola sul sentiero, ci grida di spostarci per lasciar passare il partecipante. Arriva Tadeusz Blazusiak in sella alla sua KTM EXC 250 2T. Lo vediamo attraversare il torrentello in secca e passare sul ponticello dove imbocca il sentiero dove ci eravamo fermati io e gli altri. Perlamiseria come viaggia veloce su quel sentierino largo una trentina di centimetri, ma quando si trova alla nostra altezza qualcosa lo sbilancia ed esce dal sentiero, scendendo per un paio di metri sotto il percorso. Il pilota si ferma, scende come un grillo dalla moto e sgasa per risalire sulla traccia, ma la moto scivola ancora più in basso: io e Amedeo ci fiondiamo letteralmente sulla moto del Polacco e afferriamo la cinghia posta sotto il cupolino della moto. Col fogliame secco sul terreno non riusciamo a far risalire il favorito sul sentiero, ma alla fine tra lui che dava gas “a manetta” e noi che tiravamo la moto in un attimo è di nuovo sul sentiero e come una scheggia riparte lungo il percorso. Non ci ha ringraziato esplicitamente, ma posso capire la tensione, la stanchezza e la voglia di vincere la gara, oppure magari non sapeva come ringraziare in lingua italiana! Alla fine ha perso solo una trentina di secondi, ma Blazusiak è di nuovo in gara e sparisce dietro il costone roccioso continuando la sua imrpesa. Se non fossimo stati presenti probabilmente il campione avrebbe avuto seri problemi a riprendere la strada, o almeno avrebbe perso molto tempo magari rovinando tutto il lavoro che aveva fatto fino a quel momento per mantenere la testa della gara.
A quel punto Amedeo si gira per cercare lo zaino che gli si è sfilato dalla spalla mentre si gettava a capofitto per recuperare la moto del Polacco, ma lo zaino non si vede… cerchiamo un attimo nel fogliame, ma dello zaino neanche l’ombra. “Vuoi vedere che è andato a fondovalle?”. Tra le risate generali Amedeo si avvia per recuperare lo zaino che era rotolato fin nel canale in fondo al pendio. Alla fine decidiamo di tornare indietro e di fare a meno di visitare la famosa “salamandra”… pazienza, andremo a vedere la salita finale dell’arrivo.

Ecco a voi un resoconto dettagliato dell’evento: SITO UFFICIALE HELL’S GATE 2008

Classifica finale:

  1. BLAZUSIAK Tadeusz [E2] KTM 250 2t
  2. JARVIS Graham [Trial] Team Sherco – Sherco 320
  3. BOLTON Paul [E1] Team Sandiford – Honda Castrol 250 4t
  4. SAGAR Tom [E3] Team KTM – KTM 300 2T
  5. ALBERGONI Simone [E1] Team UFO – Yamaha 250 4t
  6. SEMBENINI Piero [Trial] Beta 270 2t
  7. DESPRES Cyril [E2] Team KTM Red Bull – KTM 250 2t
  8. RINALDI Mario [E2] Husaberg team IPA – Husaberg 450 4T

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KIKKO088 (con fotogallery)

CORMONSENDURO (con video)

BENZOPIRENE (con gallery)

FOTOGRAFIE A RICHIESTA


Una risposta a "Hell’s Gate: se non c’eravamo noi…"

  1. albyracing ha detto:

    Ehi webmaster! Guarda ke aspetto te e alessandro anche a sacile ai box! facciamo una riga di gazebo ke non finisce più! E iscriviti x ragogna questa settimana! Mandi

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