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Divieto di circolazione fuoristrada. Ma stiamo scherzando?

Divieto di circolazione fuoristrada. Ma stiamo scherzando?
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Certo fa molto ridere apprendere tali notizie. Sicuramente fa pensare che chi propone le leggi, come al solito, non ne sa niente dell’argomento sul quale si legifera. In questo caso sembra che ‘sti politicanti non ne sappiano niente neanche di economia, di libertà personale, o di Costituzione. In pratica, non ne sanno un “benemerito”.

L’emendamento al Codice della Strada, approvato dalla IX Commissione Trasporti Camera, è stato pensato da questi “piccoli geni” per modificare gli articoli 2, 3 e 194 del Codice della Strada, al fine di riservare la circolazione su strade sterrate di larghezza inferiore a 2,5 metri solamente a pedoni, velocipedi e animali. In pratica è un divieto di circolazione fuoristrada non solo per le moto da enduro, ma anche ai 4×4, mezzi agricoli e quant’altro.

Oltre che all’estinzione dell’offroad agonistico o amatoriale, questa “genialata” può portare conseguenze disastrose anche per tutte quelle attività per le quali la Federazione Motociclistica Italiana ha combattuto negli ultimi tempi, come spiegato in QUESTO articolo di federmoto.it, in primis le attività di primo soccorso con la Protezione Civile di cui abbiamo parlato in un altro articolo. In secondo luogo si andrebbe ad intaccare un settore economico che negli ultimi tre anni stava riprendendo piede, ovvero il mercato legato alle moto fuoristrada. Non si parla solo del mercato dei motocicli, ma anche di tutti i settori collegati: abbigliamento tecnico, ricambi, officine, motoclub, aziende di servizi e quant’altro. ANCMA, a questo proposito, ha valutato i danni: quasi 137 milioni di euro, pari all’8% del mercato. Spiccioli.

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Se qualcuno non ha ancora capito, le modifiche al Codice della Strada approvate a fine agosto dalla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, introducono il divieto di circolazione fuoristrada sui sentieri boschivi per i mezzi motorizzati. Il bello è che per “strade bianche, sentieri, tratturi e mulattiere” (come definisce la legge) si intendono tutte le strade e sentieri di larghezza inferiore a 2,5 metri: in sostanza include qualsiasi strada bianca.

legge sul divieto di circolazione fuoristrada

Fa ridere come il proibizionismo negli Stati Uniti (nel 1919). Anzi, fa proprio sbellicarsi dalle risate.

A parte danni all’economia italiana (di cui trovate approfondita spiegazione in questo articolo di MOTOCICLISMO FUORISTRADA) e limitazione alla libertà personale, cosa causerebbe il divieto di circolazione fuoristrada? Come i migliori “moonshiner” degli USA degli anni ’20, dovremo praticare l’enduro di contrabbando per poterci divertire.

  1. Motoclub: a cosa servono?
    Come si farà ad organizzare un evento o una gara se è vietato circolare? Già adesso, tra mille leggi, permessi e competenze, è un impresa organizzare una gara di enduro, poi come sarà possibile organizzare una gara? Niente gara, niente entrate, niente associazioni sportive e magari dopodomani niente FMI.
  2. Bolli e assicurazioni: perchè pagarli?
    Io, come cittadino Italiano per la mia moto da enduro pago l’immatricolazione, ogni anno pago il bollo e per giunta pago l’assicurazione, perchè è un mio dovere e perchè è necessario. Però non posso usarla fuoristrada. E allora perchè devo pagare? Potrei allegramente fregarmene, vendere la mia enduro e comprare una motocross, così non ho targa, non ho libretto e non devo pagare immatricolazione, non pago tassa di possesso e non pago assicurazione. Ci vado lo stesso a fare fuoristrada, e se incrocio le Forze dell’Ordine chissenefrega, infilo la prima “strada bianca, sentiero, tratturo o mulattiera” e vediamo se mi prendono.
  3. Illegalità che dilaga
    Sono su una motocross, senza documenti e assicurazione, magari anche senza patente. Passo su terreni coltivati e prati e poi scappo. Mi stanno fermando per un controllo e invece scappo. Peggio: se mi capita di investire qualcuno su un sentiero secondo voi mi fermo a prestare soccorso? Dovrei, ma visto che sono colpevole al 110% me la faccio addosso. E scappo.

La conseguenza peggiore è proprio questa: nel nostro sport, dove già siamo mal visti dal resto del mondo, si rischia di aumentare l’effetto far-west, dove per poter praticare il nostro sport saremo costretti a fare i fuorilegge con tutte le conseguenze del caso. Eh sì, perchè poi se capita un incidente, chi te lo fa fare di fermarti senza targhe, documenti o assicurazioni?

Questi Signori, che tanto sanno e che poi propongono le leggi “a caso”, potrebbero impegnare le loro menti in leggi più costruttive su come regolamentare il fuoristrada (non vietarlo) come la proposta per la targa sostitutiva enduro, magari consentendo a chi pratica sport di avere zone dedicate dove allenarsi.


Una risposta a "Divieto di circolazione fuoristrada. Ma stiamo scherzando?"

  1. Marco ha detto:

    E la FMI dove è?
    Cosa ha fatto in questi anni?
    Gli interessano solo i 2 gg di permessi per le gare?
    Grazie per avere incassato i soldi che delle tessere

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